moda italiana ritorna a Mosca

Dal 3 al 6 settembre la moda italiana ritorna a Mosca

La moda italiana torna a Mosca. Dal 3 al 6 settembre, presso CPM Collection Première Moscow, andrà in scena la nuova versione di “Italian Fashion”: 105 marchi italiani in un’area dedicata allo stile italiano.

Al Krasnaya Presnja Expocentr di Mosca si terrà la 33a sfilata di moda più importante della Russia e dell’Est Europa, e ci sarà un’area speciale dedicata all’abbigliamento e agli accessori donna, uomo e bambino.

Molti gli spazi importanti, tra cui quelli appositamente pensati per le aziende italiane del beachwear, che hanno invitato circa 50 buyer russi e alcuni blogger e influencer professionisti. L’Italia è stata riconosciuta come il secondo posto per i fornitori di moda e accessori nella Federazione Russa nel 2018 e nella prima metà del 2019.

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il made in Italy che resiste

Il made in Italy che resiste

Gli italiani hanno Diesel, insieme al boss Renzo Rosso, proprietario del gruppo Otb, che ha acquistato marchi come Prada, Armani, Tod’s, Aeffe, Moncler e Brunello Cucinelli, oltre a Marni, oltre a crescere internamente negli ultimi dieci anni. , Maison Margiela, Viktor & Rolf e più recentemente Jil Sander.

La convivenza con il Covid degli ultimi due anni ha sicuramente messo sotto pressione la liquidità di molti brand. I marchi hanno sentito più fortemente le conseguenze della crisi se avessero avuto l’opportunità di usare il loro potere, compresa la forza finanziaria, la ‘fermentazione’ nelle attività di M&A, sia pure in parte, attorno a questi marchi. Spesso questi marchi ‘stand-alone’ erano stranieri acquistato da gruppi e ad oggi con pochissime eccezioni Italia,

“La struttura del gruppo può, in molti modi, vantare un chiaro vantaggio competitivo”, sottolineano Bianchi e Prini, ad esempio, quando si contraggono punti vendita anche nei centri commerciali, o in termini di solidità finanziaria e investimenti in e-development. commerce, omnichannel e strategie di data e intelligenza artificiale che sono ormai indispensabili per una gestione ottimale dei dati a cui ogni brand ha accesso quotidianamente. Anche questo fenomeno spiega dunque l’interesse dei gruppi esteri per le eccellenze italiane, i cui ricavi sono inferiori al miliardo di euro, che non hanno ancora raggiunto numeri comparabili. Poi c’è la Cina, che ha creato i propri marchi come Krizia, Mila Schön, Sergio Tacchini, Ferrè e Sergio Rossi. recentemente passato nelle mani di Fosun.

Secondo Branchini, ci sono tre fattori principali che avvantaggiano i gruppi. Brachini ha notato che i proprietari dei grandi gruppi sono investitori e gestiscono partecipazioni, gli indipendenti possiedono un marchio che porta il loro nome. “Ricordate, i conglomerati” non sono solo istituzioni finanziarie, anzi, negli anni hanno ampliato le proprie funzioni operative centralizzate a supporto dei brand. Insomma, se questo è rappresentativo del conflitto tra imprese italiane indipendenti e non indipendenti, l’arrivo inaspettato della pandemia negli ultimi due decenni incoraggerà alcuni imprenditori e imprese familiari a riconsiderare prima gli approcci tradizionali e a rinnovare la cultura. All’inizio. lavoro.

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Ricominciano i voli dalla Russia

Ricominciano i voli dalla Russia

Una buona notizia per le aziende italiane interessate a partecipare al prossimo salone del tessile in programma a Mosca dal 2 al 3 settembre.

Il vice primo ministro russo Tatyana Golikova ha annunciato che la Russia riprenderà a volare verso l’Italia e alcuni altri Paesi dal 28 giugno, permettendo ai lavoratori di arrivare a Mosca in piena libertà.

Ad oggi 34 aziende italiane hanno confermato la loro partecipazione ai saloni tessili e hanno uffici commerciali o agenti in Russia.

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