Ricominciano i voli dalla Russia

Ricominciano i voli dalla Russia

Una buona notizia per le aziende italiane interessate a partecipare al prossimo salone del tessile in programma a Mosca dal 2 al 3 settembre.

Il vice primo ministro russo Tatyana Golikova ha annunciato che la Russia riprenderà a volare verso l’Italia e alcuni altri Paesi dal 28 giugno, permettendo ai lavoratori di arrivare a Mosca in piena libertà.

Ad oggi 34 aziende italiane hanno confermato la loro partecipazione ai saloni tessili e hanno uffici commerciali o agenti in Russia.

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Le materie prime scarseggiano

Le materie prime scarseggiano, necessaria una politica industriale

La domanda mondiale si è risvegliata. Alcuni Paesi sono vicini a sconfiggere la pandemia. Questi Paesi hanno riavviato la produzione, che ha riacceso la domanda di materie prime sul mercato rispetto a quanto appena accaduto negli ultimi mesi. E’ necessario non solo acquistare materie prime per la produzione, ma anche ricostituire le scorte esaurite durante l’epidemia e l’offerta è insufficiente. Quindi c’è una lunga ondata di guerre commerciali e tariffe, soprattutto quelli legati ai metalli. Quando si viaggia a velocità di 1.000 persone è pochissimo pagare il 2% in più. Ora che siamo usciti dalla crisi nera, nella fase di ripartenza, le responsabilità si soppeseranno e si faranno la differenza.

La strategia di approvvigionamento non è stata funzionale. Il vero problema è ripensare la catena di approvvigionamento. È un’operazione di gestione del rischio che richiede la comprensione della convenienza e del rischio di scommettere tutto in determinati mercati. La situazione migliore nel tempo. Risolvere questo problema in modo organico richiede alle aziende di essere molto sensibili, ma richiede anche al Paese di formulare vere politiche industriali.

La soluzione ottimale non esiste, va valutata caso per caso: il mix di offerta va diversificato, proprio come la finanza. Tuttavia, nel settore finanziario, lo scambio da un prodotto all’altro può essere fatto con costi di transazione contenuti Completa, e nell’economia reale, il costo è più alto, è importante avere un piano B attivabile in breve tempo.

Sarebbe interessante che il Governo inserisca la variabile tempo e rischio nelle scelte da fare. La necessità è quella di avere coraggio e apertura da parte della imprese.

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Il manifatturiero italiano dovrebbe vedere un importante rimbalzo

Il manifatturiero italiano dovrebbe vedere un importante rimbalzo nel biennio 2021-22

Il manifatturiero italiano dovrebbe vedere un importante rimbalzo nel biennio 2021-22, anzi “più forte di quanto osservato in altre fasi cicliche”. Questa è la definizione del rapporto “Analisi del settore industriale” presentato da Intesa SanPaolo e Prometeia, che prevede anche il numero di questo rimbalzo: a prezzi costanti, crescerà dell’8,4% nel 2021 e del 5,3% nel 2022.

Farà sì che il fatturato superi la soglia di 1 trilione di euro, con un aumento di 70 miliardi di euro rispetto al 2019.
Un vero effetto trainante dell’intero fatturato manifatturiero entro il 2025 (un tasso di crescita medio annuo del 2,6% nel 2023) 25, a prezzo fisso).
Ai prezzi attuali, l’industria manifatturiera italiana tornerà al livello pre-Covid nel 2021 e all’inizio del 2022 tornerà al livello pre-Covid a un prezzo costante.

Le buone notizie per l’intera industria manifatturiera saranno generalmente influenzate da un rimbalzo della domanda. Per il sistema moda l’evoluzione è sopra la media a + 5,1%.

Secondo il rapporto, rispetto a Germania (-9,1%) e Francia (-16%), le esportazioni italiane nel 2020 (-8,8% a prezzi costanti nel 2020) mostrano una migliore elasticità.
Oltre alle esportazioni, un altro elemento chiave della ripresa saranno gli investimenti, in particolare la prossima generazione di fondi UE e il loro utilizzo attraverso i principi guida stipulati nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, che contribuirà anche a ridurre il gap in Italia in termini della digitalizzazione. positivo.

Da un punto di vista finanziario, la ripresa delle attività industriali negli ultimi anni, le misure a sostegno della liquidità e una maggiore stabilità del capitale dovrebbero alleviare l’impatto della crisi sul bilancio della società nel 2020.

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